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"La mia vita
oltre la vita"

Una storia fatta di
ricordi con il mare come filo conduttore
"Ho l’impressione di
precipitare in un pozzo, un buco, un tunnel
di un nero senza fine e senza fondo, verso una sorte sconosciuta”
Con questo affabulante abbrivio lo scrittore
Dante Malori ci proietta nella dimensione onirica del
suo nuovo racconto, “La mia vita oltre la vita”. Pubblicato da Rupe
Mutevole come tutti i suoi precedenti lavori,
questo breve racconto dal sapore “proustiano” è un viaggio nel microcosmo
dei ricordi dell’autore, nel quale le suggestioni dei luoghi cari si
mischiano alle voci della sua infanzia in un crescendo di piccole
istantanee scattate dalla polaroid della sua penna.
I sapori, gli odori, precedono le immagini che emergono timidamente dalla
caligine della memoria fino
a manifestarsi in roboante epifania che fa da piattaforma ideale di tutta
la narrazione.
Michele Magistris, piccolo e raggomitolato sul banco di scuola, si scopre
d’improvviso adolescente
e impacciato in compagnia della sua prima donna e poi ancora qualche anno
più tardi folgorato
lungo un pontile dalla visione della barca che poi diverrà la sua.
In quel preciso momento la sua vita cambia e con essa il ritmo del
racconto.
Gli incontri si susseguono frenetici, la linea del sogno si sovrappone a
quella della vita,
il buio si dilegua definitivamente prima di riconsegnarci il protagonista
restituito alla vita.
Arricchito dalle litografie dei suoi quadri (Malori è anche pittore)
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dantemalori@virgilio.it pagandolo a mezzo c.c.p. lo riceverete
direttamente a casa vostra
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